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L’autotrasporto italiano convocato a Palazzo Chigi il 22 maggio

UNATRAS prende atto della convocazione pervenuta da Palazzo Chigi per il giorno 22 maggio, che testimonia l’attenzione del Governo verso la critica situazione dell’autotrasporto italiano. Unatras, nel confermare le iniziative di confronto già programmate sul territorio, auspica che dall’incontro diretto con la Presidenza del Consiglio risultino le misure necessarie ed adeguate attese dalla categoria.

Il confronto arriva in un momento delicato. UNATRAS aveva infatti confermato il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci dal 25 al 29 maggio 2026, iniziativa annunciata come risposta alla mancanza di misure ritenute adeguate rispetto all’aumento dei costi operativi, con il caro gasolio al centro delle preoccupazioni delle imprese. Diverse organizzazioni territoriali hanno continuato a programmare assemblee e momenti di confronto con gli operatori, proprio per spiegare le ragioni della mobilitazione e mantenere alta l’attenzione sul rischio di tenuta economica di molte aziende del settore.

Il punto non riguarda soltanto il prezzo del carburante. L’autotrasporto vive da tempo una pressione crescente: margini sempre più ridotti, difficoltà nel trasferire gli aumenti dei costi alla committenza, tempi di pagamento spesso lunghi, carenza di autisti, costi di gestione in aumento e un quadro normativo che le imprese chiedono di rendere più stabile e coerente. In questo scenario, la convocazione a Palazzo Chigi assume un valore che va oltre il semplice incontro istituzionale: porta la vertenza al massimo livello dell’Esecutivo e riconosce il ruolo strategico del trasporto su strada per l’economia nazionale.

In Italia, infatti, gran parte delle merci viaggia su gomma. Quando il settore dell’autotrasporto rallenta o si ferma, l’effetto si riflette rapidamente sulle filiere produttive, sulla distribuzione commerciale, sull’agroalimentare, sull’industria e sulla vita quotidiana dei cittadini. Per questo la categoria insiste sul fatto che la propria crisi non possa essere letta come una questione interna a un singolo comparto. La tenuta dell’autotrasporto è collegata alla competitività del Paese, alla continuità degli approvvigionamenti e alla capacità delle imprese italiane di restare sul mercato.

UNATRAS, nel confermare le iniziative già programmate sul territorio, ha quindi scelto una posizione di responsabilità: partecipare al confronto istituzionale senza abbassare la pressione della categoria. Il messaggio è chiaro: la convocazione è un primo segnale positivo, però ora servono risposte concrete. Le imprese attendono misure immediate e adeguate, capaci di incidere sui costi e di dare prospettiva a un settore che non chiede interventi simbolici, bensì strumenti utili per continuare a lavorare.