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Divieti: siamo vicini al punto di non ritorno. se non si comprende saranno guai seri

Lo abbiamo evidenziato più volte ma sembra che le nostre segnalazioni non abbiano trovato alcun ascolto nei nostri uomini di governo. In particolare nel ministro della Salute che continua ad emanare divieti a iosa, costringendo molti operatori e cittadini italiani a sofferenze che non hanno raffronti in altri paesi europei.

Debbo dire, a distanza di un mese, che alcune iniziative sono state assunte, ma il Presidente del Consiglio non sta ancora mantenendo l’impegno a far ripartire il Paese attraverso le riaperture. È vero che sono stati destinati ristorni a lavoratori ed operatori ma non è sufficiente. Sia per la gestione che per l’entità. Le risorse sono importanti ma se non sono accompagnate dalle riaperture delle attività finiscono per essere sprecate.

Possibile che non si voglia comprendere che la gente, certamente sente la necessità di ottenere ristorni di natura economica. Ma ormai la richiesta che sta sempre più prendendo piede è la libertà di lavorare.

 

Nelle ultime giornate si registrano manifestazioni in diverse parti del Paese.

I divieti sono poco più delle grida che ci ricordano quelle descritte dal Manzoni. Il Paese è fermo ed il ministro della Salute che deve aver come Suo obiettivo/missione di richiudere i cittadini, l’unica cosa che riesca fare è vietare. Ma già ieri davanti a Montecitorio una reazione la gente l’ha messa in campo ed a quanto si dice anche in altre zone del Paese ci si prepara a realizzarne altrettante. Occhio perché se parte l’onda non sarà facile da cavalcare.

Il tema dei vaccini, gestito alla carlona, lo coinvolge pienamente visto che era ministro nel governo Conte 2 quindi è corresponsabile di questo gran pasticcio dove si continua a vivere di annunci e smentite che hanno l’effetto delle docce fredde.

In questi tempi sempre più spesso mi sovviene quella parodia/sfottò con la quale il “grande” artista Gigi Proietti beffeggiava la canzone famosissima “ne me quitte pas” di Jacques Breil trasformata in “num me rompe er ca….. credo che i messaggi degli italiani indirizzati all’Esecutivo siano tutti, o quasi, su questa lunghezza d’onda.

Credo che molti italiani la vorrebbero indirizzarla al titolare del ministro della Salute in particolare. Le motivazioni sono da ricercarsi negli eccezionali risultati conseguiti. Le primule per le vaccinazioni del buon Arcuri e per fortuna annullate, ma da Lui sostenute; il fallimento della campagna vaccinale i vaccini sono sempre in arrivo ma non giungono mai; le chiusure ed i brillanti risultati ottenuti con i divieti e le zone rosse. Calano i contagi rispetto ai tamponi? Vi sono regioni rosse da tre mesi ma ad ogni verifica non solo non si registrano miglioramenti ma quando ve ne sono emerge sempre un elemento per tener bloccate le attività e le libertà. Gli interventi della

Confcommercio si sono moltiplicati e incalzano l’Esecutivo. Ma le risposte mancano. Era stata promessa la riapertura delle palestre, cinema, teatri, centri sportivi, bar e ristoranti. Tutto annullato! Sarebbe bene sapere in base a che cosa. Eppure scienziati di livello ribadiscono sempre più la necessità di aprire con intelligenza le attività.

Non sappiamo se sia così ma il vice ministro che ha studiato medicina Sileri, a differenza di Speranza, parla di aperture intelligenti e controllate. Forse per questo non lo coinvolge? Circolari dai contenuti inapplicabili. Pensate ai divieti degli spostamenti verso una abitazione privata che può avvenire una sola volta al giorno. Ma come si controllano? L’attuazione dei controlli è da neuro deliri. Tener chiusi i cittadini e far fallire molti operatori.

Questa sembra essere la mission dell’intrepido Speranza.

Gigi Proietti ci ha lasciato una indicazione. Facciamolo divenire il grido che unisce tutti coloro che pagano le conseguenze di questo modo inaccettabile di esercitare il Potere. “NUN ce rompete er ca……” gridiamolo forte nelle manifestazioni pacifiche che in diverse piazze d’Italia si vanno sempre più realizzando. Questi politicanti ideologici seppelliamoli sotto la sottile ma efficace ironia del grande Gigi. Nun ce rompete er c….

 

Paolo Uggè